venerdì 16 marzo 2012

Paris



Abbiamo trovato un’ottima scusa per andare a Parigi almeno una volta l’anno,
il “Cookbook fair” !



Al nostro arrivo ci dirigiamo al “Le 104”,  luogo dove si svolge il “Cookbook fair” importante fiera del libro gastronomico dove partecipano le più importanti case editrici di tutto il mondo e si celebra inoltre il Gourmand World Cookbook Awards al quale partecipano autori di più di 150 paesi.

Prima di tutto andiamo di corsa a fare i complimenti al nostro caro amico Francisco Fantini e al suo team di Gourmet Patagonia per aver vinto il premio del miglior libro gastronomico del mondo. Un’emozione che condividiamo poiché siamo certe sia anche un premio alla perseveranza e al lavoro di questa piccola squadra di giovani talentuosi.



La fiera
Devo confessare che in questi anni sono molto delusa dai libri di cucina che si pubblicano in Italia. Come vi ho raccontato prima, potete immaginare l’enorme quantità di libri che si possono vedere in questo tipo d’evento. Certo, c’erano anche dei libri esteri inguardabili ma l’Italia con la Francia sono le fondamenta della gastronomia e non mi pare vero che la maggior parte dei libri di cucina che si trovano in libreria da noi siano tradotti e non siano di produzione italiana.
Mancanza d’idee? Mah…
Uno dei più bei libri che abbiamo visto è quello fotografico del brasiliano Sergio Coimbra . E’ un libro che mostra i piatti più rappresentativi di chef stellati tra i più importanti al mondo e qualche fotografia di street food. Il tema già visto e rivisto, può sembrare una banalità, ma la qualità degli scatti e il formato del libro lo fanno diventare un’opera d’arte.
Altri libri molto interessanti (mai visto da noi facoltà che pubblicano libri del genere ) arrivano dalla “Universidad San Martin de Porres” (USMP) in Perù.
Alla fiera abbiamo anche assistito ad alcuni “show kitchen” tenuti dagli chef che avevano dei libri in concorso, sempre bello vedere cosa bolle in pentola da altre parti! Questo, per esempio, è Chef Wan un mito della gastronomia orientale.

©fotopanpepato


 Bellissimo questo bancone interamente dedicato alla sardina !
  
 
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Un international bar per le presentazioni e degustazioni

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I mercati
Dopo una giornata intera dedicata ai libri, il giorno seguente andiamo a visitare qualche mercatino parigino.
il primo, vicino al nostro alloggio, è un mercato il cui nome sembra uscito da un romanzo di Charles Dickens.
Le Marché des Enfants Rouges”, chiamato così perché non lontano si trovava un orfanotrofio dove i bambini erano vestiti con una divisa rossa.
Un piccolo mercato ben fornito, dove si trovano banconi del pesce ben assortito, verdure e frutta di stagione, anche bio e bellissimi fiori. Intorno ci sono dei piccoli ma molto carini “take a way” etnici dove fare una pausa di ristoro.


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Prendiamo il metrò e scese a Chateau Rouge cerchiamo il secondo mercato. Decidiamo di seguire le signore vestite con colori sgargianti, ben pettinate e carrello a seguito per trovarlo.
Colori, profumi (e odori), tipo di prodotti, suoni, vitalità, se non fosse stato per il tempo bigio e freschino, avremmo potuto trovarci in Africa.
la cosa più curiosa è stata una melanzana bianca dalla sembianza di un pomodoro molto acerbo.


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Il negozio
Prima di tornare a casa ci fermiamo in un sorprendente negozio d’animali imbalsamati. Chi l’avrebbe mai detto ma è bellissimo e l'atmosfera ci trasporta in un'altra epoca, nel lontano 1831, quando monsier Deyrolle, appassionato di natura e collezionista, inaugura l'omonimo negozio. All'ingresso si trova tutto quello che serve per fare giardinaggio, semi di piante antiche, grembiuli, zappette, libri e stampe. 
Salendo al piano superiore, l’ambiente cambia, diventa onirico. Entriamo in una serie di stanze dove il tempo sembra essersi fermato. Attorno a noi animali provenienti da tutte le parti del mondo e di tutte le taglie: orsi, gazzelle, lupi, camaleonti, galli e pappagalli. Non mancano incredibili collezioni di conchiglie, scarabei, coleotteri e insetti vari sapientemente disposti. Impressionanti le composizioni di farfalle in teche di vetro che, essendo un negozio, si ha la possibilità anche di portare a casa.
Purtroppo è vietato scattare fotografie, ma questo è il link .

 
 
Il ristorante
Siamo a Parigi e vogliamo concederci una serata speciale......... e sì, esageriamo!
Andiamo al ristorante Hélène Darroze, giovane Chef creativa.
Ci accomodiamo al tavolo in una sala sobria ed elegante. I piatti del menù arrivano uno dopo l’altro.
Presentazione ricercata ed elaborata. Spume, vellutate, ingredienti tradizionali francesi affiancati a sapori più esotici. 
Il tutto buono ma niente di sorprendente, a noi non ha convinto, forse ci aspettavamo altro da una stella Michelin.

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Eccovi menù che abbiamo scelto, mancano alcune foto perché come vedete la luce era scarsa e non sono venute bene.


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E’ ora di ritornare a casa, un grazie particolare ai nostri amici parigini.
Ora rimane la voglia di tener pronta la valigia x il prossimo viaggio…… dove andremo? Voi avete qualche idea?

 
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