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venerdì 12 ottobre 2012

" i Menu' che fanno del bene"

Il 16 ottobre è la "Giornata mondiale dell'alimentazione" e abbiamo voluto partecipare in sostegno alla campagna contro la Fame di Actionaid. questa è la copertina con una nostra creazione.

 



Tante sono gli eventi correlate a questa iniziativa,: convegni, serate raccolte fondi, inaugurazioni mostre...... trovate qui tutte le informazioni.
questa è la nostra insalata di portulaca, ma all'interno troverete altre fantastiche ricette sfiziose anche di altri food bloggers.

© fotopanpepato.

se vi abbiamo stuzzicato correte in libreria a cercare il libro..........
vi aspettiamo numerosi!!!!

venerdì 1 giugno 2012

Lardo a Colonnata


© fotopanpepato

La zona di Colonnata nelle Alpi Apuane alle spalle di Carrara, è famosa per le cave di marmo, ma il suo piccolo centro è importante e rinomato anche per il suo delizioso lardo. In effetti i due prodotti hanno un legame indissolubile, perché il salume è tenuto a stagionare in vasche, chiamate “conche”, realizzate da un unico blocco di marmo. 
A Colonnata si arriva salendo da Carrara da una strada a curve. Il paesaggio sembra quello di alta montagna, forse anche perché viste da lontano le cime sembrano innevate. Lungo la salita si passa accanto a diverse cave che sembrano delle ferite bianche nella montagna.  Il paesino è veramente raccolto ed impressiona la vicinanza con le cave.
Mentre si passeggia per le viette strette si viene avvolti dal profumo di salumi e spezie, è questa la miglior pubblicità per i produttori dai quali si possono degustare e comprare salumi e formaggi.
Noi ci siamo fermati al Lardarium, fantastico nome!

© fotopanpepato

Abbiamo anche potuto vedere la cella dove tengono le conche per la stagionatura del lardo, con relativa spiegazione del processo. La ricetta varia da produttore a produttore, ma in linea di massima la ricetta è questa: prima si strofina l'interno della vasca con una testa d’aglio, poi si lascia sul fondo un paio di cm di sale.

© fotopanpepato
© fotopanpepato



La schiena di maiale viene tagliata perfettamente a misura della conca, si sfrega il pezzo di lardo da tutti i lati con sale grosso che poi viene alloggiato nella vasca con aglio, rosmarino, pepe, salvia e altre spezie.


© fotopanpepato


La conca viene riempita a strati alternando gli aromi, il sale e il lardo, non devono esserci spazi vuoti, successivamente si chiude con una lastra di marmo e si lascia stagionare per 6 mesi.

© fotopanpepato

 
 Giunge poi il momento di apprezzare questo salume non solo con gli occhi.
Il lardo troneggia in mezzo ad altri salumi e formaggi della zona. Qui lo propongono abbinato a scaglie di cioccolato fondente e ad uvette……….
mmmmm……… si scioglie in bocca. Ci consigliano un bianco della zona perché l’acidità del vino aiuta a sgrassare.

© fotopanpepato

© fotopanpepato


© fotopanpepato


venerdì 16 marzo 2012

Paris



Abbiamo trovato un’ottima scusa per andare a Parigi almeno una volta l’anno,
il “Cookbook fair” !



Al nostro arrivo ci dirigiamo al “Le 104”,  luogo dove si svolge il “Cookbook fair” importante fiera del libro gastronomico dove partecipano le più importanti case editrici di tutto il mondo e si celebra inoltre il Gourmand World Cookbook Awards al quale partecipano autori di più di 150 paesi.

Prima di tutto andiamo di corsa a fare i complimenti al nostro caro amico Francisco Fantini e al suo team di Gourmet Patagonia per aver vinto il premio del miglior libro gastronomico del mondo. Un’emozione che condividiamo poiché siamo certe sia anche un premio alla perseveranza e al lavoro di questa piccola squadra di giovani talentuosi.



La fiera
Devo confessare che in questi anni sono molto delusa dai libri di cucina che si pubblicano in Italia. Come vi ho raccontato prima, potete immaginare l’enorme quantità di libri che si possono vedere in questo tipo d’evento. Certo, c’erano anche dei libri esteri inguardabili ma l’Italia con la Francia sono le fondamenta della gastronomia e non mi pare vero che la maggior parte dei libri di cucina che si trovano in libreria da noi siano tradotti e non siano di produzione italiana.
Mancanza d’idee? Mah…
Uno dei più bei libri che abbiamo visto è quello fotografico del brasiliano Sergio Coimbra . E’ un libro che mostra i piatti più rappresentativi di chef stellati tra i più importanti al mondo e qualche fotografia di street food. Il tema già visto e rivisto, può sembrare una banalità, ma la qualità degli scatti e il formato del libro lo fanno diventare un’opera d’arte.
Altri libri molto interessanti (mai visto da noi facoltà che pubblicano libri del genere ) arrivano dalla “Universidad San Martin de Porres” (USMP) in Perù.
Alla fiera abbiamo anche assistito ad alcuni “show kitchen” tenuti dagli chef che avevano dei libri in concorso, sempre bello vedere cosa bolle in pentola da altre parti! Questo, per esempio, è Chef Wan un mito della gastronomia orientale.

©fotopanpepato


 Bellissimo questo bancone interamente dedicato alla sardina !
  
 
©fotopanpepato

Un international bar per le presentazioni e degustazioni

©fotopanpepato

I mercati
Dopo una giornata intera dedicata ai libri, il giorno seguente andiamo a visitare qualche mercatino parigino.
il primo, vicino al nostro alloggio, è un mercato il cui nome sembra uscito da un romanzo di Charles Dickens.
Le Marché des Enfants Rouges”, chiamato così perché non lontano si trovava un orfanotrofio dove i bambini erano vestiti con una divisa rossa.
Un piccolo mercato ben fornito, dove si trovano banconi del pesce ben assortito, verdure e frutta di stagione, anche bio e bellissimi fiori. Intorno ci sono dei piccoli ma molto carini “take a way” etnici dove fare una pausa di ristoro.


©fotopanpepato



Prendiamo il metrò e scese a Chateau Rouge cerchiamo il secondo mercato. Decidiamo di seguire le signore vestite con colori sgargianti, ben pettinate e carrello a seguito per trovarlo.
Colori, profumi (e odori), tipo di prodotti, suoni, vitalità, se non fosse stato per il tempo bigio e freschino, avremmo potuto trovarci in Africa.
la cosa più curiosa è stata una melanzana bianca dalla sembianza di un pomodoro molto acerbo.


©fotopanpepato

 
Il negozio
Prima di tornare a casa ci fermiamo in un sorprendente negozio d’animali imbalsamati. Chi l’avrebbe mai detto ma è bellissimo e l'atmosfera ci trasporta in un'altra epoca, nel lontano 1831, quando monsier Deyrolle, appassionato di natura e collezionista, inaugura l'omonimo negozio. All'ingresso si trova tutto quello che serve per fare giardinaggio, semi di piante antiche, grembiuli, zappette, libri e stampe. 
Salendo al piano superiore, l’ambiente cambia, diventa onirico. Entriamo in una serie di stanze dove il tempo sembra essersi fermato. Attorno a noi animali provenienti da tutte le parti del mondo e di tutte le taglie: orsi, gazzelle, lupi, camaleonti, galli e pappagalli. Non mancano incredibili collezioni di conchiglie, scarabei, coleotteri e insetti vari sapientemente disposti. Impressionanti le composizioni di farfalle in teche di vetro che, essendo un negozio, si ha la possibilità anche di portare a casa.
Purtroppo è vietato scattare fotografie, ma questo è il link .

lunedì 13 febbraio 2012

Li Gnudi

L'altro giorno è passato mio padre a trovarmi in studio e volevo preparare per pranzo qualcosa di semplice ma sfizioso. 
Cavolo nero c'era, ricotta, uova e parmigiano pure. mancavano solo la salvia ed il burro.
ho deciso quindi di provare a fare li Gnudi. Dei ravioli privi del loro rivestimento di pasta. in pratica solo il ripieno.
Ero un po' scettica, perchè mio padre è un po' tradizionale, invece sono piaciuti tanto da chiedere il bis.
Non sono molto complessi da preparare, l'unico accorgimento è quello di prestare attenzione ad asciugare il più possibile il cavolo nero una volto cotto e la ricotta, se no si rischia di trovarsi un impasto troppo liquido.


©fotopanpepato


Gnudi


400 gr di foglie di cavolo nero
200 gr di ricotta
1 uovo
50 gr di parmigiano grattugiato
50 gr di farina 00
pepe una macinata
100 gr di burro
un ciuffo di salvia
sale qb

 Lavate le foglie di cavolo nero, tagliatele a pezzi e fatele lessare in acqua salata fino a quando saranno tenere. Scolatele e strizzatele molto bene.
Mettete la ricotta sopra qualche pezzo di carta di cucina ripiegata per una mezz’oretta in modo da far assorbire più liquido possibile.
Mettete il cavolo nero nel boccale del frullatore e sminuzzatelo bene, aggiungete  l’uovo sgusciato, il parmigiano e la ricotta. Amalgamate gli ingredienti dovete ottenere un composto abbastanza consistente. Aggiustate di sale e di pepe. Se dovesse essere troppo liquido, aggiungete dell’altro formaggio.
Mettete a bollire una pentola con  5 litri d’acqua. Con l’aiuto di due cucchiai, formate delle palline grandi come delle nocciole e passatele nella farina in modo da ricoprirle, eliminate quella in eccesso.
In un pentolino, sciogliete il burro con la salvia, lasciate imbiondire.
Quando l’acqua bolle, salatela e buttateci li gnudi uno alla volta.
Man mano che salgono a galla, scolateli con l’aiuto di una schiumarola. Adagiateli in una pirofila calda o direttamente nei piatti. Cospargeteli con il burro fuso e se volete una bella grattugiata di parmigiano.

©fotopanpepato

 

Pasta alla Norma

E' un piatto tipico siciliano, della zona di Catania, di solito si usano maccheroni, ma anche pasta lunga come spaghetti. Ingredienti base sono: le melanzane, la passata di pomodoro e la ricotta salata. Un piatto veramente saporito e semplice.

© fotopanpepato



Ingredienti per 4 persone:

400 gr di pasta (noi in questa ricetta abbiamo utilizzato i rigatoni)
800 gr circa di pomodori da sugo
4 melanzane sottili e lunghe
2 spicchi d'aglio
30 ml di olio extra vergine d'oliva
100 ml di olio per friggere
2 rametti di basilico
100 gr di ricotta salata
sale qb
Lavate e tagliate a rondelle le melanzane, sistematele in un colapasta spolverandole ad ogni strato con un poco di sale. Lasciatele riposare per un' oretta durante la quale lasceranno acqua e l’amaro.
In una capiente pentola, portate a bollore 3 litri d’ acqua. Incidete i pomodori a croce con la lama di un coltello. Sbollentateli pochi per volta fino a quando la buccia comincia a raggrinzirsi. Con un mestolo forato, scolateli e spelateli.
Divideteli a quarti e togliete i semi e l'acqua di vegetazione. Tagliateli a pezzetti e metteteli in una padella dove avete dorato l'aglio con l'olio extra vergine di oliva.Togliete gli spicchi d’aglio. Cuoceteli fino a quando non sarà diventata una salsa corposa.
Prendete le melanzane ed asciugatele con della carta da cucina.
Scaldate l'olio e friggete le fettine di melanzana poche per volta per 4-5 minuti, devono cominciare a dorarsi; scolatele su carta assorbente.
In un'altra pentola portate a bollore 3 litri d'acqua, salatela e buttate la pasta.
Cuocetela secondo il vostro gusto, scolatela e trasferitela nella padella del sugo insieme alle melanzane. Aggiungete il basilico lavato ed asciugato.
Trasferite nei piatti e spolverate con abbondante ricotta grattugiata.

A noi piace tanto spero anche voi!

giovedì 26 gennaio 2012

Arrosto arrotolato



Quando si torna a casa la sera magari dopo la palestra, l' ultima cosa che si ha voglia di fare è cucinare.
questa è la nostra proposta da preparare in anticipo. così vi basterà affettarlo e servire con la salsa magari calda e un bel contorno di misticanza.





© fotopanpepato


INGREDIENTI:
400 gr fesa di vitello
150 gr di pancetta arrotolata a fette
200 ml di vino bianco
4 cipollotti
50 gr di burro
50 ml di olio extra vergine di oliva
1 dado di verdura( io ho usato il cuore di brodo)
1 rametto di rosmarino
spago


mettete il pezzo di fesa sopra un tagliere, apritelo con un coltello nel senso della lunghezza tenendo unito per un lembo.  Dovete ottenere un pezzo di carne alto un centimetro circa e di forma regolare( aiutatevi con un batticarne per appiattirlo meglio).

© fotopanpepato
 
Distribuite uniformemente sulla superficie le fette di pancetta.
Arrotolate la fesa su se stessa e legatela con lo spago.

© fotopanpepato

Mondate i cipollotti e divideteli in quarti.
In un tegame abbastanza capiente da poter contenere l’arrosto, scaldate il burro e l’olio.
Adagiatevi la carne e fatela rosolare bene su ogni lato.
Saldate in un pentolino il vino e versatelo poco per volta sull’arrosto. Alzate il fuoco.
Lasciatelo evaporare totalmente e solo allora potere aggiungervi dell’acqua bollente, sempre poco per volta. Aggiungete anche i cipollotti, il dado e il rosmarino.

© fotopanpepato


Coprite e lasciate cuocere per un’ora a fuoco lento.
Spegnete la fiamma e lasciate l’arrosto nel tegame coperto ancora dieci minuti prima di affettarlo.
Nel frattempo raccogliete il sugo e passatelo attraverso un colino. Mettetelo in un pentolino e scaldatelo. Se troppo liquido lasciatelo ispessire, se troppo denso, aggiungete dell’acqua.
Togliete la carne dal tegame, ponetelo sul tagliere e con delle forbici, togliete lo spago.
Se non lo mangiate subito, copritelo con della stagnola e lasciatelo a temperatura ambiente fino alla sera.
Se doveste consumarlo subito, affettate l’arrosto e servitelo con la salsa calda.
 

venerdì 28 ottobre 2011

Ostriche!


Ieri sono andata in ristorante e mi sono fatta una bella scorpacciata di “cruditè” di mare non male.
C’era di tutto un po’, tartare di branzino, di tonno, salmone, poi carpaccio sempre con gli stesi pesci e due tipi d’ostriche, quelle lunghe e quelle tonde. Mi sono piaciute di più le tonde : ) degli scampi e dei gamberoni, buonissimi.
So che il pesce crudo non è gradito a tutti, ma all’inizio, tanti anni fa, anche a me faceva abbastanza impressione l’idea di mangiarlo. Ho cominciato dal sushi, così bello e simpatico che ho chiuso gli occhi e mi sono infilata in bocca un nighiri tutto inzuppato in salsa di soia, ovviamente era talmente salato che non ho sentito nient’altro…. Uf…  dai riproviamo, questa volta meno soia, gnam gnam gnam… il pesce crudo non ha il sapore che mi aspettavo, ma proprio per niente, e delicatissimo e molto gradevole in bocca.
Vi propongo oggi  delle freschissime e bellissime ostriche con granita di limone, vi assicuro che sono spettacolari. Se non avete mai mangiato il pesce crudo forse non è il caso che cominciate proprio con questa ricetta. Le ostriche sanno di mare!

© fotopanpepato
 ed ecco a voi la ricetta

OSTRICHE con granita di limone

Ingredienti per 6 persone:
12 ostriche freschìsime
Per la granita:
50 ml di succo di limone biologico fresco
1 limone biologico
2 ml d’acqua

Granita (da fare il giorno prima)
Mescolate il succo e l’acqua e versatelo in una pirofila. Mettetelo nel congelatore.
Aprire le ostriche:
Afferra la conchiglia, con la parte alta rivolta verso l'alto, con la mano protetta da uno strofinaccio ripiegato più volte o meglio ancora l'apposito guanto in maglia metallica.
Infila ora tra le valve, a lato della cerniera, la punta di un coltello a lama corta e robusta o un coltellino per parmigiano (l'ideale sarebbe avere il coltello specifico per ostriche). Fai forza con la lama del coltello facendo leva sul bordo della cerniera tra i gusci.
Una volta aperte e separate le valve, stacca il peduncolo che tiene attaccata l'ostrica al guscio e servi immediatamente.
Sistemate i mezzi gusci sul piatto da portata.
Prendete la granita dal congelatore e grattate energicamente la superficie con una forchetta. Prendetene un cucchiaino di granita e posizionatela sulle ostriche.
Grattugiate la buccia del limone precedentemente lavato e asciugato sopra le ostriche e vostro piatto e pronto per mangiare!
 

Questa preparazione è un ottimo antipasto per cominciare una cena di pesce. Nei prossimi giorni ci penso ad un primo per proseguire.


mercoledì 26 ottobre 2011

Fregola sarda


Non c’e dubbio, l’autunno è arrivato.
Mi è venuta tanta voglia di qualcosa di calduccio e saporito, che vi propongo questa deliziosa ricetta sarda. 

FREGOLA CON VONGOLE

Ingredienti per 4 persone:
300 gr di fregola tostata
1 kg di vongole veraci
300 gr di pomodori perini
200 gr di gamberi
1 ½ litro di brodo di pesce
1 peperoncino
1 spicchio d’aglio
3 rametti di prezzemolo
30 ml d’olio extravergine d’oliva
sale e pepe qb

Sciogliete in una capiente ciotola d’acqua fredda un pugno di sale e metteteci le vongole e lasciatele spurgare per almeno un paio di ore.
Mettete a bollire 1 litro d’acqua, portate a bollore e tuffatevi i pomodori. Quando la pelle comincia a ritirarsi, scolateli e pelateli. Tagliateli a metà, togliete l’acqua di vegetazione e i semi, dividete a pezzi.
In una larga padella, mettete le vongole spurgate e scolate, copritele e lasciatele aprire a fuoco medio. Scartate quelle chiuse e togliete la maggior parte dei gusci.
Filtrate il liquido di cottura attraverso una garza per eliminare la sabbia.
Lavate ed asciugate il prezzemolo, tritate la metà con l’aglio.
Scaldate il brodo( se avete preso i gamberi interi, unite le teste al brodo).
In una larga padella, mettete 20 ml di olio, il trito di prezzemolo e aglio e il peperoncino. Unite i pomodori a pezzetti e lasciate cuocere coperto a fuoco medio per quindici minuti( potete anche usare la passata).
Unite la fregola, insaporitela per qualche istante e bagnate con  l’acqua delle vongole. Aggiustate di sale.
Unite anche metà del brodo filtrato. Coprite e continuare a cuocere per almeno dieci minuti. Aggiungete altro brodo, i gamberi e le vongole. Ultimate la cottura.
Spegnete il fuoco e lasciate riposare qualche minuto.
Prima di servirlo, irrorate con il restante olio , il pepe e il prezzemolo tritato.

© fotopanpepato


 Invitante vero?
Fattemi sapere com’è venuta a voi.
A prestissimo!

martedì 5 luglio 2011

Confettura di amararene

Con la quantità di frutta che c'e in questo momento non potevamo rinunciare a fare qualcosa di sfizioso.
Cominciamo una nuova serie di ricette per elaborare confetture un po’ più golose del solito.
L’altro giorno mi hanno regalato delle bellissime amarene raccolte in campagna. Vediamo cosa vi sembra questa ricetta! 
 
© fotopanpepato
 
CONFETTURA DI AMARENE E PEPE ROSA

Ingredienti:
600 gr di amarene fresche
300 gr di zucchero
100 ml di acqua
2 cucchiai di pepe rosa

Lavate e snocciolate le amarene 

© fotopanpepato

Mettete in una pentola la frutta, accendete il fuoco e lasciatela cuocere coperta per un’ora  a fuoco basso, mescolate di tanto in tanto. 

© fotopanpepato

In un pentolino, ponete lo zucchero, l’acqua e il pepe, portate a bollore. Abbassate la fiamma e cuocete fino ad ottenere uno sciroppo denso ma ancora trasparente

© fotopanpepato

Unitelo alla frutta, lasciate cuocere ancora dieci minuti mescolando di tanto in tanto.
Versate la confettura in vasi di vetro sterilizzati. Chiudeteli bene 

© fotopanpepato

Mettete i vasi in una pentola capace e copriteli con acqua. Fatte bollire per circa 30 minuti. Passato questo tempo spegnete il fuoco e lasciateli raffreddare nella pentola. Una volta che i vasi sono freddi, controllate che si sia fatto il vuoto premendo con un dito sul coperchio, non deve flettere.

Conservateli in un luogo al riparo dalla luce.

© fotopanpepato